Intervista alla Designer di AI Know You

by | Aug 1, 2022 | Inside AiKU | 0 comments

Ne abbiamo già parlato quando vi abbiamo presentato la nuova interfaccia grafica del prodotto. Oggi riportiamo l’intervista alla designer per conoscere meglio il suo lavoro e la sua personalità. Giunge così al termine il viaggio per conoscere i membri del team di Ai Know You. Signori e signore: Marta Scanavino.

Se dico AiKnowYou, tu cosa rispondi?

Uno strumento che, grazie all’AI, permette di rendere più efficiente e rapido il supporto clienti, e migliora la qualità dei task degli operatori di customer care.

Intelligenza artificiale vs. essere umano: come la mettiamo?

L’intelligenza artificiale è un potente strumento che ha indubbiamente migliorato la qualità della nostra vita. In uno scenario futuro mi immagino che l’uomo possa così recuperare sempre più tempo da dedicare a tutte quelle discipline creative tipiche dell’intelletto umano. La creatività è un ambito in cui credo che l’AI difficilmente riesca a scavalcare l’uomo in maniera eccelsa, almeno per ora. 

Parlaci del tuo ruolo dentro AiKnowYou: immagina di doverlo raccontare ai tuoi nonni!

Dentro AiKnowYou sono la UX/UI Designer: il mio ruolo consiste nel progettare tutto ciò che si vede: colori, font, icone, bottoni, ecc… ma anche il come l’utente interagisce con tutti questi elementi visibili. 

È un compito che va oltre il semplice aspetto estetico, e porta a dovermi spesso mettere nei panni degli altri chiedendomi “davanti a questa funzionalità, come si comporterebbe l’utente?” 

Non bisogna infatti mai dimenticare che chi utilizzerà il prodotto non avrà la stessa conoscenza del software di chi lo produce, ed è compito mio individuare dove e come rendere intuitivi i processi di utilizzo, accompagnando l’utente nel corretto uso dello strumento.

Quale è la tua giornata lavorativa tipo? (esiste?)

Tre sono le attività che costituiscono l’inizio della mia giornata lavorativa: bere un caffè, ascoltare le notizie del giorno, e  collegarsi per fare la prima riunione fissa della mattina con il team. 

Il resto della giornata procede tra varie attività, svolte in base alle loro priorità, riunioni di allineamento o pianificazione con varie persone, e qualche pausa. 

A volte capita che in una giornata il mio tempo sia quasi interamente occupato da chiamate, portandomi quindi ad avere poco tempo operativo. Altri giorni sono invece più vuoti da quel punto di vista, permettendomi  così di lavorare con concentrazione alle attività del giorno. In generale però quasi ogni giorno ho un buon bilanciamento tra queste due sfere. 

C’è un libro/corso che ti è rimasto impresso, nella tua formazione, e che consiglieresti a chi è appassionato del tuo settore?

Un libro che consiglierei è “Critica Portatile al Visual Design” di Riccardo Falcinelli, perché permette di apprendere le fondamenta su cui si basa il lavoro dello UX/UI Designer, ma allo stesso tempo permette di sviluppare un senso critico con cui approcciarsi al progetto, una volta che si mettono le “mani in pasta”. 

Altri libri che non posso non citare sono quelli di Bruno Munari. In particolare “Fantasia” e “Design e Comunicazione Visiva”. Una carrellata di immagini da cui scaturiscono riflessioni sull’essenza del Design. Questo tipo di letture è fondamentale per sviluppare il senso critico, caratteristica necessaria per portare avanti un metodo progettuale efficace.

Quali suggerimenti daresti a chi si sta ancora formando o deve iniziare a farlo, e vorrebbe ricoprire un ruolo come il tuo?

Mettere sempre in dubbio le soluzioni che si progettano, soprattutto non limitarsi alle prime idee che vengono in mente. Reiterare sullo stesso concetto porta ad espanderlo e a migliorarlo continuamente, ed è una caratteristica fondamentale per realizzare prodotti che siano davvero user centered. 

Suggerisco anche di esporsi il più possibile a fonti di ispirazione, seguendo profili sui social, immergendosi in piattaforme per creativi come Dribbble o Behance e stando attenti ad osservare anche i siti, applicazioni o programmi utilizzati abitualmente. 

Confessaci un tuo difetto o un tuo vizio digitale 🙂 

Un mio “difetto” digitale è sicuramente il fatto che ancora oggi continui a girare con una chiavetta su cui salvo i miei lavori. Nel 2022 con tutti i servizi di Cloud che esistono fa sorridere l’idea di salvarsi i documenti su una chiavetta… sono un po’ ossessionata dalla paura di perdere i file, ma forse è arrivato il momento di aggiornarsi.

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