Dietro le quinte con Emanuel, FrontEnd Developer in AiKnowYou

by | Jul 3, 2024 | Inside AiKU | 0 comments

In questa intervista esclusiva, ci immergiamo nel mondo di Emanuel Ragusi, FrontEnd Developer in AiKnowYou. Condividerà con noi le sue esperienze e riflessioni sull’intelligenza artificiale, esplorando il delicato equilibrio tra capacità tecnologiche e creatività umana. Emanuel ci parlerà anche del suo percorso professionale, delle sfide quotidiane e dei consigli per chi desidera seguire le sue orme nel settore dello sviluppo frontend. Scopriamo insieme cosa significa creare interfacce web coinvolgenti e accessibili, e come l’innovazione tecnologica possa convivere armoniosamente con l’ingegno umano.

1. Intelligenza artificiale VS essere umano: come la mettiamo?

Quesito facile per una persona di parte come me: AI sempre! (O forse non proprio sempre?)

Nonostante la sua incredibile complessità, continuo a rimanere sbalordito dalle capacità di certe intelligenze artificiali. Ricordo chiaramente il giorno in cui, nel 2019, Google ha presentato DeepMind AlphaStar per “Starcraft”, un videogioco strategico estremamente complesso.

Mai avrei pensato che si potesse creare un’intelligenza in grado di battere i migliori campioni del momento, eppure l’ho visto con i miei occhi. “Che diavoleria è mai questa?” mi chiedevo. “Questo è il massimo traguardo che l’intelligenza artificiale potrà mai raggiungere.” Eppure, l’anno successivo, venni a conoscenza di un’altra intelligenza chiamata Stable Diffusion (MidJourney), un software capace di realizzare qualsiasi immagine in qualsiasi stile desiderato. Ogni creazione era uno spettacolo per gli occhi; era difficile credere che qualcosa di così “creativo” potesse essere uscito da una macchina.

Col passare del tempo, però, ho notato che il livello di creatività delle immagini generate era quasi sempre lo stesso. Erano immagini stupende e tecnicamente impeccabili (a parte le mani), ma spesso riciclavano le stesse idee e finivano per risultare poco interessanti.

Se dovessimo mettere in competizione l’AI e l’uomo in un contesto meccanico come quello di un videogioco, l’AI vincerebbe senza dubbio. Ma in una gara di intelligenza creativa?

La creatività umana è qualcosa di intrinsecamente unico, capace di innovare e sorprendere continuamente. Le intelligenze artificiali, per quanto avanzate, tendono a basarsi su schemi preesistenti e possono mancare di quella scintilla di originalità che caratterizza le opere umane. Possono generare arte straordinaria, ma spesso manca loro l’elemento di sorpresa, la capacità di rompere gli schemi e creare qualcosa di veramente nuovo e inaspettato.

Credo fermamente che l’AI prenderà il posto del 90% dei lavori attuali, liberando le persone dalla noia del lavoro ripetitivo. Questo darà inizio a un’era di straordinaria rinascita creativa, dove l’ingegno umano e l’arte fioriranno come mai prima d’ora.

2. Parlaci del tuo ruolo dentro AiKnowYou: immagina di doverlo raccontare ai tuoi nonni!

    Eheh, rispetto ai miei colleghi il ruolo che ricopro io in Aiku è super facile da spiegare, anche ai miei nonni.
    Cari Vincenzo e Marcella, immaginate di guardare la vetrina di un negozio. Tutto ciò che vedete nella vetrina è stato disposto in modo da attirare la vostra attenzione e farvi entrare nel negozio. Io faccio qualcosa di simile, ma su un sito web.


    Quando visitate un sito web, tutto quello che vedete e con cui interagite – i pulsanti, le immagini, i testi, i menu – è stato creato da uno sviluppatore frontend. È come se il mio lavoro fosse quello di allestire la vetrina di un negozio, ma invece di usare manichini e vestiti, uso codici digitali.

    Il loro lavoro è assicurarsi che il sito sia bello da vedere, facile da usare e che funzioni bene. E non solo: devo anche fare in modo che tutto sia leggibile, così non dovete tirare fuori la lente di ingrandimento con cui tanto mi piaceva giocare da piccolo.

    3. Quale è la tua giornata lavorativa tipo in AiKnowYou? (esiste?)

    Sì, la mia giornata tipo esiste. Attualmente lavoro part-time, quindi lavoro principalmente mezza giornata. Ma il pomeriggio perfetto di lavoro potrebbe iniziare così:
    Mi collego al “sync” delle 14:00, aspetto che Tom, che è un po’ in ritardo, si unisca a noi, e appena siamo tutti presenti, iniziamo a discutere delle attività da svolgere.
    Alla fine del sync, arriva il momento di mettere mano al codice, ma non prima di un buon caffè! (Perché è risaputo che ogni ml di caffè equivale a 10 righe di codice ben scritte!)
    Di solito, mentre programmiamo, ci facciamo compagnia su Discord. Nonostante lavoriamo da remoto, siamo un team molto unito!

    4. C’è un libro/corso che ti è rimasto impresso, nella tua formazione, e che consiglieresti a chi è appassionato del tuo settore?

    Se siete curiosi riguardo al mondo low-level dell’informatica, come il binary e le sue vulnerabilità, vi consiglierei di esplorare le CTF (Capture The Flag) proposte da pwn.college. Non è l’argomento più semplice del mondo, ma questi esercizi sono ottimi per imparare, specialmente se avete già qualche dimestichezza con il linguaggio C.
    Inoltre, per chiunque sia interessato al mondo della modellazione 3D, consiglio vivamente il corso della ciambella di Blender Guru. Modellare una ciambella in 3D è un’esperienza che tutti dovrebbero fare almeno una volta.

    5. Quali suggerimenti daresti a chi si sta ancora formando o deve iniziare a farlo, e vorrebbe ricoprire un ruolo come il tuo?

    Il mio consiglio è di considerare la figura del frontend developer come un artista più che un programmatore vero e proprio. Il modo migliore per imparare questo ruolo è partire da un approccio creativo: sperimentare con vari tipi di design, giocare con colori, layout e interazioni. La tecnica corretta verrà con il tempo e la pratica.

    Un consiglio più pratico invece potrebbe essere quello di prestare molta attenzione alle regole e agli standard di accessibilità. Questo è un aspetto fondamentale che spesso viene trascurato, ma è cruciale per garantire una buona user experience per tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità. Investire tempo nell’apprendere e implementare l’accessibilità nei tuoi progetti non solo migliorerà la qualità del tuo lavoro, ma ti distinguerà anche come un professionista attento e consapevole.

    6. Confessaci un tuo difetto o un tuo vizio digitale 🙂

    Non avere un volto, ne una foto profilo.

    Richiedi una demo

    30 minuti, ce li hai? Il tempo di mostrarti quanto è veloce ed efficiente AiKnowYou a risolvere problemi. Ci basta la tua mail, per fissare la demo. No spam, promesso!